| Feb 15 2005 |
La politica
Una campagna elettorale fatta in solitudine, molto innovativa, con la serata delle stelle, concerti, comici, cantanti, buffet, tour. Il mio slogan era: “più sicurezza per più libertà”, ma sicuramente mi aiutò anche una grande campagna mediatica…Michele Santoro, la Repubblica, la Stampa, Il Corriere della Sera. Sebastiano Messina scrisse su Repubblica uno degli articoli più belli che mi abbiano mai dedicato. Una Pagina! Mi ricordo che c´era un comizio, e io, quando mi dissero che c´era tra il pubblico Messina, che non conoscevo, rimasi terrorizzata. Invece poi fu una persona molto corretta, che raccontò quello che vide, senza provocazioni. Anche Aldo Cazzullo che quell´anno era ancora alla Stampa, mi trattò bene, e Giancarlo Perna fu veramente carino, tengo ancora l´attacco del suo pezzo, nessun giornalista potrà mai fare un attacco così bello come quello che mi scrisse Perna. Eppure quando sono arrivata qui in Parlamento c´erano molti pregiudizi: sembrava che arrivasse la signora dei salotti, quella dei tacchi a spillo, quella che veniva qua a fare la passerella, lo show. Ma credo che ormai, dopo tre anni, questi pregiudizi siano stati smentiti…”. Daniela al suo arrivo in Parlamento, nel 2001, si è “sentita bene accolta”, e infatti conferma: “Sono stati tutti molto gentili ma non mi ha regalato niente nessuno. Innanzitutto ho dovuto superare con fatica grandi pregiudizi, anche in Alleanza nazionale. Ad Esempio c´è ancora il mio amico Mario Landolfi che mi dice sempre: “Tu sei stata la nostra più grande delusione, noi eravamo pieni di speranza: qui arriva la Santanchè, sono feste, cose, divertimenti, tutto! E invece stai sempre a lavorare, la commissione Bilancio, la politica. Uffa”. Ora comunque ho un ottimo rapporto con Italo Bocchino, Andrea Ronchi, Carmelo Briguglio, Nino Strano, e anche Maurizio Gasparri, con cui, all´inizio non c´era molto feeling. Lui credo che riconosca la mia dedizione, il mio impegno, la mia passione, la mia volontà. E io sono convinta che Maurizio abbia una grande capacità di lavoro, è uno che non si risparmia mai, molto più attento ai dettagli di quanto possa sembrare, si può dire di lui che sta sempre… sul pezzo, cioè concentrato e aggiornato su tutte le cose che contano veramente in quel momento. Ho sentito tanti amici nel mondo delle telecomunicazioni e dicono tutti che è uno dei più bravi ministri che ci siano stati in quel campo. Quanto a Ignazio La Russa dico solo che io esisto, perché se lui non avesse creduto in me non ci sarebbe mai stata una Daniela Santanchè story sul Foglio…” Tra le amicizie di Daniela Santanchè , in Parlamento e fuori, spicca Paola Ferrari, risultata in un recente sondaggio comparso sui quotidiani la giornalista tv più apprezzata dai camionisti: ” Anche l´occhio vuole la sua parte - osserva l´onorevole - e comunque Paola piace tantissimo anche a me, è assolutamente la mia migliore amica, è stupenda per i suoi valori e per quello che ha dentro. Naturalmente, poi, ho un bel rapporto con tante altre donne, ad esempio un´altra delle mie più care amiche è Anselma dell´Olio, con cui mettemmo in piedi l´avventura del Branco Rosa, e stimo molto, anzi moltissimo MARIA Luisa Agnese, così come Barbara Palombelli e Maria Latella. Nel mondo strettamente politico vorrei ricordare le deputate Carla Castellani e Dorina Bianchi, ma anche Viviana Beccalossi, che è un ottimo e corretto vicepresidente della Regione Lombardia. Su me e Viviana si sono dette tante cose in passato, tutte false. Insomma con le donne, quando mi conoscono, ho ottime relazioni, perché sono una persona che crede nella solidarietà femminile, che sa fare squadra. Però anche se è raro sentirmi parlare male di una di noi, almeno in pubblico, devo dire che, ad eccezione della bella persona di Anna Finocchiaro, trovo molta presunzione nelle donne della sinistra. Certo, poi, capisco benissimo che io a loro posso non piacere…”. Daniela ricorda il 2001, nega ogni dissapore con la vicepresidente della Regione Lombardia Viviana Beccalossi ed elogia la presenza del collega onorevole Antonio Mazzocchi all´Ufficio di presidenza di Montecitorio: “il primo giorno in Parlamento fu una grande emozione, c´è la sacralità del luogo, il varcare le porte di Montecitorio, che fino a un attimo prima avevo visto giusto nei telegiornali o alla gita scolastica. Il primo che mi telefonò, per dirmi che ero stata eletta, fu Ignazio La Russa: andammo da Bice, un ristorante milanese, a festeggiare, eravamo tutti molto contenti per le elezioni. Ma subito fu amplificata dalla stampa una questione con Viviana Beccalossi che non c´è mai stata. La verità è che non ci fu mai nessun problema. Viviana, con cui ho infatti un ottimo rapporto, non mi fece nessuna scorrettezza, non ci fu mai il dubbio su chi sarebbe venuta in Parlamento, né era suo interesse venire alla Camera. Insomma, andò tutto come doveva andare: lei, prima degli eletti, mi lasciò il posto e divenne un ottimo e capacissimo vicepresidente in Lombardia. Non vinceremo mai, mi aveva detto lei, quando ci furono le candidature. E io: vedrai che invece vinceremo. Mission impossibile, mi disse lei. A me piacciono le mission impossibile! E così sono arrivata in aula. Ora a Montecitorio, sono vicina di banco di Roberto Alboni, Antonio Mazzocchi e Nicolò Cristalli, però Mazzocchi non c´è quasi mai perché sta al tavolo di presidenza, così io posso usare la sua sedia per poggiarci sopra borse, giornali e cappotto…” . Daniela non ha miti e ama il confronto: “Quando ero ragazza impazzivano tutti per Claudio Baglioni, che andava per la maggiore, ma io no. Non ho mai avuto dei miti, che so i cantanti, gli attori, e infatti non avevo neppure i classici manifesti appesi in camera. Solo ora, con la politica, mi è venuta la passione per Margaret Thatcher: una donna che mi avvince, che ha cambiato la storia del suo paese. E poi mi piace, cioè mi interessa, Hillary Clinton, anche se la pensiamo diversamente su tantissime cose. Il fatto è che io voglio confrontarmi e parlare con persone che la pensano in maniera diversa da me, per rafforzare le mie idee, ma anche per soffermarmi su quello che non è giusto, che bisogna cambiare. Andare con gente dove tutti hanno la testa quadrata non mi interessa. Un mio carissimo amico ad esempio è un militante di Rifondazione Comunista, Umberto Gaj, consigliere regionale in Lombardia. E a Montecitorio io mica considero come nemici i componenti dell´opposizione in commissione Bilancio, sono solo avversari…”. Daniela dichiara tutta la sua stima per i leader della Casa delle libertà: “Nel centrodestra Silvio Berlusconi è il genio, Gianfranco Fini la politica, Umberto Bossi il mattatore, Marco Follini l´equilibrista. Con Silvio Berlusconi ho un ottimo rapporto, lui è sempre carino, attento, umanamente straordinario, si ricorda di tutte le persone e sa fare squadra: uomini così ne nascono pochi. In Gianfranco Fini, grande presidente di Alleanza nazionale, la cosa che più mi colpisce è la sua capacità oratoria eccezionale, se si decide di ascoltare qualcuno per capire la politica non ha pari. E poi le sue uscite sugli immigrati, oppure su Israele, appartengono a una destra moderna ed europea, popolare ma non populista, meritocratica ma non classista, elitista ma non elitaria. La destra dei grandi valori: l´appartenenza alla patria, la sacralità della vita, la centralità della famiglia. Questo vuol dire essere di destra”. Daniela passerà il Natale, come di consueto, tra Milano Cuneo e Cortina, restando però a Roma fino all´ultimo per il voto sulla finanziaria: “Un lavoro bestiale fare gli alberi e tutto quanto. A Roma ho addobbato il camino con il pino verde, le lucine, le palline e i fiocchetti rossi; a Milano ho fatto, oltre al presepio, l´albero con i fili d´oro, le palle d´oro e bordeaux e le lucine tutte bordeaux; a Cortina poi, dove arriverò il venticinque, l´albero è tutto d´argento. Lì festeggeremo con Paola e Marco De Benedetti, i miei amici Trentin e Schemoz, e tutti i bambini. Ci sarà un Babbo Natale che entra dal giardino e lascia i regali nel camino, il Mercante in Fiera, per i piccoli le patatine fritte con la cotoletta alla milanese e il succo di uva nella finta bottiglia di champagne, per i grandi i cappelletti in brodo e bollito. Niente panettone, bensì pandoro con la panna montata e la frutta secca. Quanto ai regali vorrei ricevere le borsette Kelly di Hermes, che colleziono, e altri salami da Paolo Bonaiuti: io sono ghiotta da matti di salami. L´unico politico cui farò il regalo, invece, sarà Ignazio La Russa, che per me è come un familiare”. Leggi anche... |
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Daniela, è stata eletta alla Camera nel 2001, candidata in Lombardia nel proporzionale “grazie a Ignazio La russa”, in un collegio dove Alleanza Nazionale non aveva mai preso un parlamentare”: “Quella era una vera e propria mission impossibile, come disse Viviana Beccalossi.














