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Feb 17 2005

Le grandi scelte

(Daniela Santanchè)
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Le grandi scelteDaniela ricorda: ” la prima automobile me la sono comprata a ventuno anni, mentre facevo l´università a Torino: la Mini Clubman, color panna con le righe marroncine, la macchina più di moda in assoluto a quei tempi.

Era la prima auto che mi compravo perché la Renault due cavalli, che mi aveva dato mio padre per i miei diciotto anni… visto che mi ero impuntata per avere l´automobile non conformista, da figlia dei fiori… era rimasta a Cuneo.

Mio padre l´aveva voluta indietro perché, essendo contrario che mi trasferissi a Torino, tradivo la sua volontà. Vuoi andartene di casa per forza? Vai, ma la macchina che ti ho dato non è tua e resta qua. Pazienza, ho detto, e dopo un po´ l´auto me la sono comprata io, con i miei soldi, studiando e lavorando, lavorando e studiando…”

Daniela dichiara di essersi sposata “per amore”, mentre ancora faceva l´università: “A ventuno anni ho incontrato a Torino il mio principe azzurro. Ma no era uno studente, mi sono innamorata del mio chirurgo, Paolo, che aveva quindici anni più di me. Andò così: da ragazza avevo il complesso del naso con la gobba, che non mi faceva stare bene, mi dava fastidio. Figuriamoci in casa mia, quando ho detto: mi rifaccio il naso! I soldi non te li daremo mai, mi hanno risposto i miei genitori. E va bene - ho detto io - i soldi me li trovo da me. E così, ero diventata carina, a vent´anni, faccio la modellina per Enrico Coveri che cercava ragazze da far sfilare nello show-room e pagava molto bene. Il giorno dopo aver preso la prima paga, senza dirlo a mio padre, già avevo l´appuntamento dal chirurgo.

Arriva così il momento dell´operazione, ma che impresa! Con l´anestesia ho dato fuori di testa. E´ arrivato il chirurgo: non possiamo operare questa ragazza, non sta ferma… a meno che non accetti l´anestesia totale. Certo che l´accetto, dico subito; si opera, e alle dieci di sera avevo il mio naso nuovo. Quando sono tornata a casa, a Cuneo, mia madre ha dettocce stavo bene, mio padre… non ricordo. Comunque l´amore ancora non c´entra. Ma due mesi dopo porto un´amica che si vuole rifare anche lei il naso, dal mio chirurgo, ed è lì che è scoppiato l´amore! Lui ha cominciato a corteggiarmi e ci siamo messi insieme a gennaio. Ad Aprile lui mi fa: che fai quest´estate? Guarda dico, io ho una famiglia molto conservatrice e secondo le regole di casa mia a luglio devo andare con i miei genitori; per agosto, però, ci possiamo organizzare. Ma così, mi dice lui, mi lasci da solo tutte le vacanze, se è perché siamo solo fidanzati, allora ci potremmo sposare.

Dopodiché, siccome il mio ex marito era un nobile, di famiglia molto formale, andò pure a chiedere la mia mano a casa: a mio padre non gli sembrava vero che c´era qualcuno che voleva prendersi `sta figlia. Non ha fatto una piega e gli ha detto subito: “Benissimo, sono d´accordo”. Si fanno tutti i preparativi, ma quando arriva la data del matrimonio, il 23 giugno, io, il giorno prima, decido di annullare tutto. Arrivo a Cuneo e dico: mamma, dai tutto indietro perché non mi sposo più. Ma come? E tutti gli invitati? A quel punto sono iniziate una serie di telefonate, prima mio padre poi il promesso sposo con mia madre, che gli dice: “Ma io glielo avevo detto che mia figlia è una pazza! Lei non mi ha ascoltato, e adesso non si sposa più!” Io pensavo: ma come faccio, ho vent´anni e mi impegno per tutta la vita? Nella buona e nella cattiva sorte? E se magari, tra un po´, lui non mi piace più? E dicevo a mia madre: io non li voglio per tutta la vita, non posso fare una cosa del genere, ti rendi conto? E lei: ma tu sei una cretina, tu ti vai a sposare a vent´anni, io te l´avevo detto! Passammo la notte così, mi mancava l´aria.

Al mattino mi era passata, oppure mi ero fatta forza, e, insomma, arrivai in chiesa al braccio di mio padre. Mi ricordo l´ingresso in questa chiesa fantastica, il quartetto d´archi, l´Ave Maria di Schubert, tutto predisposto a perfezione dal mio ex marito. Senza sapere neanche come, in sei mesi mi sono ritrovata sposata. Dopo qualche anno è finita. Perché sono cresciuta, mentre lui era già grande, e così un po´ non voleva bambini, un po´ non credeva più in quello in cui credevo io, ed è finita, insieme all´amore… Però è stato un uomo che a me ha dato moltissimo, mi ha insegnato un sacco di cose, intelligente, elegante, colto. E se tornassi indietro io risposerei lui e starei con lui tutti gli anni che siamo rimasti insieme.”

Ndr: l´onorevole Santanchè, ricordando nelle precedenti puntate la sua prima automobile, “una Renault due cavalli” , ha inteso citare Barney Panofsky (”la versione di Barney, Adelphi, pagina 19). La popolare macchina due cavalli - come annota anche Michael Panofsky - era naturalmente la Citroen.

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