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Mar 01 2007

”Se non ti occupi della politica, la politica si occupera’ di te”

(Daniela Santanchè)
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Quando mi stavo laureando uno slogan molto in voga tra gli studenti recitava: ‘’se non ti occupi di politica, la politica si occupera’ di te”.

Erano anni di forte passione ideologica, di grandi speranze, di forti contrasti e di profonde divisioni tra giovani e adulti, tra destra e sinistra, tra riformisti e rivoluzionari. Negli anni, questa passione si e’ affievolita, il mondo e’ cambiato, la societa’ e’ cambiata; molti giovani, oggi adulti, si sono allontanati dall’impegno politico per inseguire la carriera, il successo, o semplicemente altre strade.

Il risultato di una recente ricerca del professor Nicola Piepoli, ha rivelato che oggi sempre piu’ persone sono disilluse, talvolta disgustate dalla politica e dai politici. L’aspetto piu’ preoccupante di questo fenomeno e’ che la percentuale piu’ alta, viene riscontrata nei giovani e giovanissimi, che considerano la politica un ”cosa sporca”.

I motivi di questo distacco sono diversi ma tra questi uno e’ chiaro: la politica, anche nel linguaggio, e’ rimasta ancorata a schemi vecchi che ormai non trovano nessun riscontro nella realta’ attuale. Con la diffusione delle nuove tecnologie questo si evidenzia ancora di piu’. Il linguaggio dei giovani e quello dei politici sono su due lunghezze d’onda diverse, non riescono a comunicare, non si capiscono. I ragazzi oggi parlano una ”lingua” che per molti dei loro genitori e dei loro stessi professori appare piu’ incomprensibile dei geroglifici. Utilizzano email, sms, videomessaggi.

Si informano su Google, (nell’inglese parlato, ormai, google e’ diventato un verbo, che intende: fare ricerche sul web) si danno appuntamento con Messenger, si confidano nelle chat line, usano i blog per esprimersi, per criticare o sostenere cause e idee. Nell’era di internet i messaggi sono brevi, chiari, sintetici, precisi. In questa ”nuova era sociale” la maggior parte dei politici continua invece a parlare quel ”politichese” burocratico e grigio lontano anni luce dalla societa’. Spesso, poi, il linguaggio dei politici e’ volutamente opaco: quando li ascolto in televisione mi accorgo che dicono tutto per non dire nulla, lanciano messaggi trasversali e minacce velate che nessuno capisce tranne il diretto interessato. Insomma, parlano tra di loro e non alla gente.

Se i giovani non capiscono e si tengono a distanza dalla politica la colpa non e’ di quest’ultimi, la colpa e’ dei politici.
Conosco e frequento molti ragazzi e ragazze. E mi accorgo che -al contrario di come vengono talvolta dipinti- hanno valori e ideali, hanno domande e sete di verita’, cercano risposte e progetti capaci di scuoterli nel profondo. Pertanto credo che un primo argomento da proporre ai giovani e’ la chiarezza, insieme al recupero del senso della ”collettivita”’, che a mio avviso in questi anni e’ venuto a mancare. E’ da qui che bisogna ripartire. Indirettamente lo chiedono loro stessi, decretando il successo di molte forme di associazionismo, di volontariato, di blog su internet.

Per questo ho deciso, insieme ad altre persone convinte come me che e’ necessario condividere progetti, di utilizzare strumenti nuovi che parlano il linguaggio di oggi, il linguaggio di internet, per aiutare i giovani e tutti i cittadini a fare politica, cioe’ a partecipare alle decisioni che li interessano. Cosi’ abbiamo costituito i Circoli D-Donna il cui indirizzo internet, per chi volesse saperne di piu’ e’: www.circolod-donna.it. Lo spirito che li anima e’ la condivisione, vorrei che le persone abbiano piu’ possibilita’ di stare insieme, di conoscersi, di fare, di portare avanti qualcosa di nuovo per se stesse e per il bene comune. Da quando li ho presentati, nel mese di febbraio, hanno raccolto l’adesione di moltissimi cittadini: giovani e meno giovani, uomini e donne; alcuni gia’ avvezzi alla politica, ma stufi del vecchio ”apparato” e persone desiderose di novita’, che non avevano mai pensato di impegnarsi in un progetto di questo tipo. Nel mio blog, ho ricevuto moltissimi post con la loro testimonianza di affetto, di conforto, di incoraggiamento ad andare avanti.

Ora sono ancora piu’ convinta e determinata: la parola chiave e’ ”condivisione”. E per una completa condivisione quale mezzo migliore se non il web, la rete? A chi banalizza che sono circoli di donne, ribatto che soltanto l’idea e’ nata da quattro donne, il resto e’ fatica e collaborazione di molti, anche di uomini e giovani, soprattutto loro, che non si fermano a questa ‘’spartizione” di genere -maschio-femmina- ma vanno oltre, perche’ ‘’sentono” che al momento sono le donne che hanno una maggiore spinta riformatrice. Con i Circoli D-Donna, desidero mettere a disposizione di tutti i cittadini uno strumento operativo attraverso cui la gente puo’ informarsi, collaborare, vivere i propri valori e fare politica in modo attivo e concreto, organizzando forum, dibattiti e incontri con la consapevolezza che utilizzando parole e strumenti ”di oggi” si puo’ dare sostegno ai grandi valori, sempre attuali, in cui tanti italiani si riconoscono. I Circoli D-Donna saranno un mezzo con la testa in internet e i piedi ben piantati nel territorio.

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