| Giu 01 2007 |
L’azione politica di Al Gore rappresenta una novità fondamentale perchè introduce un ambientalismo di tipo nuovo. Pragmatico e non ideologico.UN BUON FILM, UN ROMANZO, UNA CANZONE SPESSO ESPRIMONO I SOGNI, GLI INCUBI, LE DOMANDE E LE SPERANZE DI UNA GENERAZIONE CON PIÙ EFFICACIA E IMMEDIATEZZA DI MILLE COLTE DISSERTAZIONI. AD ESEMPIO IL CINEMA, NEGLI ULTIMI TEMPI, SI OCCUPA IN MODO SEMPRE PIÙ ESPLICITO, NATURALMENTE CON TONI APOCALITTICI E SPETTACOLARI, DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO E DELLE SUE CONSEGUENZE SULL’UMANITÀ.L’AZIONE POLITICA DI AL GORE RAPPRESENTA UNA NOVITÀ FONDAMENTALE PERCHÉ INTRODUCE UN AMBIENTALISMO DI TIPO NUOVO. PRAGMATICO E NON IDEOLOGICO. The day after tomorrow, il film interpretato da Dannis Quaid, racconta la storia di strani cambiamenti climatici che, tra l’indifferenza dei politici e le preoccupazioni degli scienziati, si trasformano improvvisamente in una glaciazione che sconvolge gli Stati Uniti. Nel film, come d’incanto, l’era glaciale scompare così come è apparsa. Ma costringe tutti ad aprire gli occhi su quanto sia importante il rispetto della natura. Nei film americani il lieto fine è sempre assicurato.Ma la realtà è ben diversa. E per farcelo capire l’ex vicepresidente degli Stati Uniti, Al Gore, ha inventato una strategia di comunicazione efficace e innovativa sfruttando la potenza narrativa ed emozionale del cinema per dare forza ad un’iniziativa politica. An unconvenient truth, Una Verità Scomoda, è il titolo del film di successo che ha prodotto personalmente e che illustra con dati scientifici accuratamente vagliati e con grande capacità comunicativa i cambiamenti che il nostro pianeta sta subendo, i rischi che corre, le possibili contromisure e soluzioni che i governi ed i cittadini devono prendere al più presto se vogliono evitare che gli effetti catastrofici raccontati dai film diventino realtà.L’azione politica di Al Gore rappresenta una novità fondamentale perché introduce un ambientalismo di tipo nuovo. Pragmatico e non ideologico. Che considera il progresso, la tecnologia e il consumismo non come mali da combattere nel nome di un impossibile ritorno ad una vita più semplice, ma come i migliori alleati dell’ecologia. Tutti insieme – governi, imprese, cittadini – possiamo invertire la rotta, riparare molti dei danni già fatti e preparare un mondo migliore per chi verrà. L’esempio più convincente che Al Gore utilizza riguarda il progressivo richiudersi del buco nell’ozono – che tanto ci spaventava – grazie ad una azione politica concordata a livello internazionale che ha spinto le imprese a non fabbricare più bombolette spray contenenti la pericolosa sostanza che ‘bruciava’ l’ozono. Se vogliamo, possiamo! È questo il messaggio positivo che il nuovo ambientalismo ci comunica e che noi dobbiamo accogliere.Come l’ha accolto il neo presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy che, nel suo primo discorso da presidente in pectore, ha esortato gli Stati Uniti di Bush ad assumere la leadership di una nuova politica mondiale in difesa dell’ambiente. La ‘coscienza ecologica’ si sta affermando anche in Inghilterra dove David Cameron, il giovane leader del rinnovato partito conservatore, ha posto il tema ecologico al top dell’agenda politica, arrivando addirittura a cambiare lo storico simbolo del partito. La mano che teneva stretta e alta la torcia della libertà si è trasformata nell’albero verde e azzurro della natura. Sono finiti per sempre i tempi in cui l’ambientalismo del Principe Carlo, amante del giardinaggio e dell’architettura biosostenibile, veniva considerato dai sudditi di Sua Maestà l’atteggiamento snobistico di un uomo eccentrico.I tempi stanno cambiando davvero se anche la Cina, Paese che non è mai stato molto sensibile ai diritti umani e al benessere dei lavoratori, ha deciso di istituire le prime giornate senz’auto per ridurre lo smog che avvolge in una morsa asfissiante decine e decine di megalopoli abitate da milioni di persone.C’è un dato, nel film di Al Gore, che mi turba ogni volta che ci penso. L’atmosfera è spessa poche decine di chilometri. Paragonando la terra ad un pallone, l’atmosfera diventerebbe sottile come un foglio di cellophane avvolto attorno al pallone. Quando penso ai gas delle ciminiere, delle industrie, delle macchine e penso che la mia vita dipende da uno strato sottile come il cellophane mi sembra di soffocare. Ma la buona notizia – come dimostrano persone come Al Gore, Sarkozy, Cameron e tutti coloro che hanno sinceramente a cuore il bene dell’ambiente – è che il destino è in gran parte nelle nostre mani.Non dobbiamo fare la rivoluzione.Non dobbiamo tornare all’età della pietra o abbandonare le comodità in cui siamo abituati a vivere. Dobbiamo imparare a rispettare il pianeta che ci ospita così come cerchiamo di convivere tra noi. Dobbiamo capire che la natura non è solo nostra madre, o nostra matrigna, come sosteneva Leopardi. È anche nostra figlia e la dobbiamo difendere, anche da noi stessi. Sotto la minaccia ambientale, che rischia di travolgere cristiani e musulmani, bianchi e neri, amici e nemici, capisco che siamo tutti sulla stessa barca, una fragile navicella che attraverso il mistero universale col suo carico di sogni, incubi, domande, speranze. Leggi anche... |
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