| Nov 01 2007 |
Assemblea de La Destra - Perché qui, oggiPerché Francesco Storace e Teodoro Buontempo, amici inaspettati, sono stati al mio fianco quando, in solitudine ho affrontato difficili battaglie. Perché fino a ieri LA DESTRA ed i miei circoli sono nati per riavvicinare alla Politica “fatta con il cuore” giovani, donne, italiani stufi dell’antipolitica e della casta ma che non si ritrovano più in una destra che sta perdendo l’anima nel tentativo di posizionarsi al centro e di apparire politically correct. Quando si vuole apparire moderati e perbene,a tutti i costi, si rischia di apparire modesti. Noi siamo una risorsa importante di questo paese. Non per le nostre storie personali che vengono in secondo piano ma perché rappresentiamo qualcosa che è profondamente radicata nella cultura e nel sentire comune di tanti italiani. Noi abbiamo il compito di rappresentare fedelmente e con tutta la passione di cui siamo capaci la loro sensibilità e le loro aspettative sui temi più importanti della vita di tutti i giorni. Temi civili e familiari, patriottici e religiosi, di sicurezza e di lavoro. I valori irrinunciabili e non negoziabili della destra, di questa destra. Che un’altra destra ha troppo spesso dimenticato preoccupata com’era di inseguire incomprensibili fughe in avanti alla ricerca di chissà quale “centro” della sua azione politica. E in questa andatura confusa e senza progetto ha finito per smarrire quello che aveva di più prezioso: se stessa. La destra, come ha detto qualcuno, della transizione verso il nulla. Questa destra che oggi è qui riunita, la nostra destra, sa dove è e soprattutto sa dove va. Non ha bisogno di fingere di essere di centro per farsi perdonare di essere di destra, non ha bisogno di legittimazioni e di benedizioni da nessuno perché riceve l’unica legittimazione che le serve dai cittadini dai quali si sente chiamata a dare una voce. Questa destra che ha l’orgoglio di ciò che è, l’orgoglio di tornare a parlare di Dio, Patria e famiglia perché è questo tiene insieme la società in cui ci riconosciamo e che vogliamo conservare per i nostri figli. Una società fondata sulla responsabilità e sul merito, sulla libertà e sull’autorità, sulla sicurezza e sul lavoro. Una destra, la nostra, che considera una medaglia ogni volta che un comunista l’attacca. Non posso più condividere e subire le posizioni di chi - per legittimarsi agli occhi della comunità finanziaria-mediatica nazionale e internazionale - arriva a giudicare il ventennio fascista addirittura come “IL male assoluto” mentre giustifica tranquillamente l’imposizione del velo islamico che, ve lo dico per esperienza diretta, rappresenta la nuova stella di David. Quando ho definito “palle di velluto” i colonnelli di Fini volevo proprio dire questo: AN sta cambiando pelle e perdendo l’anima per rispondere alle legittime ambizioni del suo capo ma non alle esigenze del suo popolo.Noi sento che saremo un popolo capace di grandi battaglie perché motivato esclusivamente dalla passione e non dal potere. Francesco è stato l’unico a dimettersi non dimentichiamolo mai ! Di fronte ai nuovi problemi del mondo globalizzato c’è bisogno di più destra, di una destra di valori e non di slogan, di popolo e non solo di leader, di progetti di ampio respiro e non solo di tattiche tutte interne al Palazzo.. Ecco alla fine perché sono felice di essere qui. Perché qui sento di poter finalmente dire “qualcosa di destra”. Qui mi sento a casa. Ed io donna di destra, sin dai tempi dell’università ho lasciato si, la casa del padre, ma non mi sono mai permessa neppure di pensare di bombardarla come in tanti per puro opportunismo hanno fatto per prendere un inutile falso applauso dalla sinistra. Leggi anche... |
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