| Feb 13 2008 |
È la prima donna a correre come premier alle prossime elezioni politicheDaniela Santanchè, già a capo del dipartimento delle pari opportunità di An, poi trasmigrata ne La Destra di Francesco Storace fino a diventarne la candidata designata per Palazzo Chigi. Una scelta di rottura, che arriva dopo il mancato accordo tra il neonato movimento e il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi che, secondo la neodesignata, “non è imputabile direttamente al Cavaliere, ma a tutti i piccoli uomini che gli stanno attorno e che lo assediano”. Una decisione per molti coraggiosa, per molti altri azzardata: gli ultimi sondaggi danno il nuovo partito al 3%, ma di questo l’aspirante premier non sembra preoccuparsi: “A parte il fatto che queste misurazioni sono state fatte prima della scelta di correre da soli, noi non facciamo comunque la chimica della politica. La politica è una passione e non abbiamo paura di farci contare. Se non andrà, vorrà dire che non entreremo nelle due Camere. D’altronde, quello parlamentare non è uno stipendio, ma una carica da portare avanti con impegno e responsabilità”. Onorevole Santanchè, si aspettava una simile scelta da parte del suo partito? Certo che no. Ho ancora addosso il brivido che ha seguito la mia designazione da parte di Francesco Storace, al nostro congresso di domenica: i delegati si sono alzati tutti insieme e hanno cominciato a scandire il mio nome. La sua decisione ha però fatto storcere il naso a qualcuno degli osservatori, che non ritiene che la sua immagine sia conciliabile con quelle di Francesco Storace e Teodoro Buontempo. Questi stereotipi sono pure creazioni della carta stampata. Io sono e mi sento perfettamente integrata al popolo della destra. Perché l’elettorato moderato dovrebbe scegliervi? Abbiamo il coraggio di chi ci crede e la passione di chi vuole provarci per evitare ogni forma di inciucio. La destra, che è parte del Dna del nostro Paese, non può essere cancellata con un colpo di spugna dalla storia d’Italia. Personalmente, penso poi che in questi anni di impegno politico io abbia fatto qualcosa per le donne. Mi auguro che gli italiani e soprattutto le italiane mi seguiranno. Forse non avrò un carattere meraviglioso, ma sono una persona che ha sempre mantenuto ciò che ha promesso. Quanto peserà la sua immagine sull’elettorato indeciso? Francamente non lo so. So però per certo che i primi segnali di adesione al progetto sono incoraggianti. Ieri, sono partite le sottoscrizioni spontanee: ebbene, sono arrivate centinaia di mail, in alcune delle quali c’è perfino chi ha rinunciato al caffè, per “dare i soldi alla Santanchè”. In Italia, c’è un popolo autentico che si impegna nella partecipazione perché non è animato da interessi personali. È quello che mi sostiene, ed è quello che noi della Destra dobbiamo convincere. Per il resto, si vedrà. Leggi anche... |
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