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Gen 29 2009

Intercettazioni/ Santanchè: avere segreti è un diritto

(APcom)
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“Avere Segreti è un nostro diritto. Avere qualcosa da nascondere agli altri, quando questo qualcosa non è un reato, è un diritto di ognuno”. Lo scrive D. Santanchè nella sua rubrica mensile pubblicata sul numero di febbraio del magazine free press Pocket. “Inorridisco - si legge nell’articolo - quando sugli organi di informazione molti lettori, giustamente indignati dalle malefatte di alcuni politici o imprenditori, sostengono che ’se non fai nulla di male, non hai nulla da temere dalle intercettazioni’ oppure ‘io non ho nulla da nascondere, cosa mi importa se vengo intercettato’. Perchè, seppur in buon fede - spiega - queste persone non si rendono conto che una società in cui tutti fossero sotto controllo non produrrebbe affatto maggiore onestà. Sarebbe una società totalitaria e terribile, fondata sulla paura, sul ricatto, sull’autocensura, simile a quella descritta dallo scrittore George Orwell in 1984′”. La Santanchè sottolinea poi che “anche con il cellulare spento, in tasca, è possibile sapere esattamente dove ci troviamo, dove siamo stati un anno fa, con chi abbiamo parlato. Ed è proprio per questo che il telefonino è contemporaneamente un grande strumento di libertà e un grande pericolo per la libertà stessa. Possimo comunicare con chiunque ma, come nei film polizieschi, tutto ciò che diremo potrà essere utilizzato contro di noi”. Insomma, conclude, “è in gioco la nostra privacy, un diritto umano fondamentale che costituisce un pilastro delle nostre libertà personali”

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