Petizione
Strade Protette
Le Donne Violate
La Donna Negata
Sesso, potere e intercettazioni ai tempi del Cav.
La Donna Negata

Sondaggio

Approvato il federalismo demaniale: siete d'accordo che i beni demaniali vengano restituiti al territorio a cui sono storicamente legati e che gli enti locali se ne assumano la responsabilità?

Risultati

Loading ... Loading ...

Archivio sondaggi

Giu 08 2009

Pocket Giugno 2009

(Daniela Santanchè)
Tags:

In questi primi week end estivi, quando la voglia di stare sdraiati al sole come lucertole, per assorbire quel calore delizioso che ci è tanto mancato in questo inverno così lungo e rigido, è una tentazione a cui non si può resistere; quando, sarà per questo cambio di stagione così repentino, la voglia di mare è quasi un’esigenza e correre sulla sabbia è la cosa più bella del mondo, ti rendi conto che in questi ultimi anni lo stare in vacanza ha subito dei cambiamenti assurdi. Passata la moda di controllare quante “tacche” di campo ci fossero sul cellulare, con scene da brivido di persone arrampicate sull’ombrellone, oggi mi sono accorta dell’ormai consolidata abitudine di moltissimi, di mettere nella borsa, oltre al telo, la crema protettiva e gli occhiali, anche il notebook. Il pc portatile è diventato praticamente un’appendice per quei terribili stakanovisti dell’informazione che si considerano così “high-tech” da non poter rinunciare mai al laptop. Certo che avere a portata di mano il computer risolve quei piccoli inconvenienti che ti fanno perdere tempo, come ad esempio l’aver dimenticato di passare all’edicola per acquistare i giornali e le riviste. “Basta un click” ed eccoti a “surfare” nei vai siti web dei quotidiani o meglio ancora, vista la “leggerezza” del periodo, in qualche pagina di qualche rivista d’ombrellone, quelle che hanno uno ‘scoop’ ogni foglio.
Regna sovrano in questo mondo di internauti, il sito Dagospia. Nato come raccoglitore di indiscrezioni della “Roma godona”, è diventato oggi punto di riferimento in Italia, di un’informazione puntuale e attenta, e sempre più spesso, anticipatrice di quelle notizie che per piaggeria, timore o asservimenti, giornali e giornalisti non pubblicano più. Sulla spiaggia, sono moltissimi gli schermi aperti sulla “portineria elettronica” come la chiama lui, D’Agostino, il guru di questa “controinformazione”. L’idea gliel’ha suggerita la mia amica Barbara Palombelli, negli USA, ha il suo corrispettivo in ‘Drudgereport’. Messo su dal bravo giornalista, Matt Drudge, quello che per primo parlò del Sexgate. Anche lui si diverte a rendere pubblici i segreti delle stanze dei bottoni americane.
Roberto D’Agostino, come un Pasquino moderno e virtuale, mette a nudo e irride potenti e politici e nello stesso tempo riduce a semplice persona il personaggio. Giocando con i doppi sensi, coniando nomignoli per tutti - a me chiama Santa-ma-de-chè - ha sfruttato al meglio le potenzialità della rete e creato un modo nuovo per raggiungere il lettore. Già nel lontano 2000, capì che nel nostro paese il mercato delle ‘notizie epurate’, dei retroscena, era troppo succulento e abbondante per non renderlo pubblico. E un po’ per caso e un po’ per caos, come dice lui, ha intrapreso quest’avventura che lo ha portato al traguardo, oggi, che giornalisti, politici e manager hanno il suo sito tra i loro “preferiti”.
Meglio di tutti e più di tutti il fenomeno Dagospia - alimentato in un primo momento soprattutto dall’intelligenza del Presidente Emerito Francesco Cossiga - l’ha sintetizzato quel genio della finanza, e non solo, di Francesco Micheli. In una recente intervista al Sole 24 Ore Micheli ha detto che: “bisognerebbe studiare, con il piglio dell’entomologo il fenomeno D’Agostino, per capire come uno, da solo, abbia costruito un sito d’informazione che è un quotidiano punto di riferimento sui computer della classe dirigente italiana”. Parole che fanno riflettere, se si
aggiungono al fatto che, su Dagospia, spesso si leggono ‘primizie’, che gli altri media passano soltanto molto più tardi. Come ad esempio l’anticipazione che il nuovo direttore del Corriere della Sera sarebbe stato Ferruccio De Bortoli.

Ci sono dunque alcune domande da porsi: come è cambiata la comunicazione veicolata attraverso il computer? quale è oggi la sfida del giornalismo moderno?
La sintesi oggi privilegiata sembrerebbe la “pura” informazione, quella del passaggio
diretto delle notizie dalla fonte ai lettori, il sito YouTube ne è una dimostrazione
lampante. Da quando internet ha stravolto il concetto stesso di comunicazione la
strada avviata è questa, ed è il web stesso che rende reale l’idea di un mondo senza limiti e frontiere. Da società industriale siamo diventati società dell’informazione. Un’informazione infinita e in evoluzione a cui tutti possono attingere a piene mani e in cui tutti possono essere protagonisti nel bene e nel male. Internet è certamente un’opportunità ma, anche se sono fermamente convinta che una parte di quel domani migliore che tutti ci auspichiamo passa da questa rete globale che entra nelle case, negli uffici, sui telefonini di tutti in modo così immediato e diretto, fornendo risorse, amplificando conoscenze, dilatando relazioni, mi vengono in mente le parole della bellissima canzone “Cercami” di Renato Zero -così poco abili anche noi a non dubitare mai di una libertà indecente-. E’ questa la vera sostanza a cui dobbiamo far riferimento, l’accessibilità alle informazioni non sempre è sinonimo di autonomia, questa ce la dobbiamo costruire con un’insaziabile curiosità verso il mondo. Può essere scomodo ma è indispensabile per capire la verità.

Daniela Santanchè

Leggi anche...


 

Appuntamenti

  • Nessun evento.
Convivere