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Mag 06 2010

Pocket Maggio 2010

(Daniela Santanchè)
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In un mondo mediatico come il nostro, se un’informazione si interrompe o se addirittura arriva a singhiozzo, può provocare danni e disservizi. A maggior ragione nella politica, dove spesso si fanno “ballare” le parole nei talk show, sui siti internet, senza però essere seguite da repliche o da fatti. Spero che la mia esperienza possa essere d’aiuto a far transitare bene e con chiarezza le iniziative e i provvedimenti che questo Governo ha attuato e attuerà. E nel mio nuovo ruolo cercherò di farlo con passione ed entusiasmo che certo non mi mancano. L’interlocutore del governo italiano è il Popolo Italiano, sono gli italiani. Tutti, nessuno escluso. E anche se grazie alla legge sull’accesso agli atti pubblici, alla trasparenza dei procedimenti e alle tecnologie esistenti, il cittadino che voglia entrare dentro i temi della politica, ha la possibilità di farlo, spetta a chi governa rimuovere il maggior numero possibile di ostacoli. Capire è interesse del cittadino, farsi capire è interesse del governo che ha il diritto e il dovere di promuoversi direttamente e senza intermediari. Chi, come me, crede fermamente nella bontà di un programma, di un ideale e di un valore non può lasciare che a comunicare agli altri il senso ed il significato più profondo del nostro agire siano sempre e soltanto giornalisti, talk show, telegiornali, programmi d’informazione e di approfondimento politico. Mettere in scena il deprecato “teatrino della politica” è in fondo, il loro lavoro, ma sappiamo tutti che la caratteristica dei media è attualizzare, sensazionalizzare e spesso purtroppo esagerare. Proprio per questo non possono essere i soli interpreti verso i cittadini. Inoltre spiegando le motivazioni di una scelta, si ritorna finalmente a fare politica sul campo, chiamando in causa valori, ideali, passioni e visioni. Ed è certo più coinvolgente della lettura di un elenco di centinaia di provvedimenti. Il progetto, in parte già messo in atto, consiste nel dare piena applicazione alla missione affidata dal governo al ministero di cui faccio parte. Il ministero per l’attuazione del programma di governo ha infatti la missione istituzionale di monitorare e rendicontare l’attività di governo. Tutto sta nel farlo nel modo più innovativo ed efficace possibile. L’iniziativa - riportando in sintesi le parole del ministro Rotondi - è: una campagna di comunicazione permanente - A puro titolo di esempio, noi potremmo: far capire perché il nucleare e perché il nucleare richiede il potenziamento congiunto (e non l’esclusione) delle energie alternative e perché possiamo considerarlo sicuro. Quella sul nucleare dovrà diventare una campagna di sensibilizzazione e di appoggio di portata epocale coinvolgendo le eccellenze della ricerca scientifica italiana e internazionale per vincere una resistenza profonda e irrazionale figlia della paura ma estremamente dannosa per il futuro, la sicurezza e l’autonomia geostrategica del Paese far capire perché le grandi infrastrutture sono vitali, non uno spreco di denaro… perché vogliamo la Tav, il Ponte sullo Stretto, il Mose di Venezia … e perché queste e le altre grandi opere sono inserite in un piano armonico di sviluppo logistico generale che passa anche per il trasporto regionale/pendolare, il commercio. Far comprendere perché il nostro atteggiamento sull’immigrazione non è punitivo, ma preventivo, e perché il rispetto delle regole è una garanzia per tutti, extracomunitari onesti per primi,… e perché quella che alcuni chiamano “durezza” sia in realtà la condizione irrinunciabile per una integrazione reale e per una cittadinanza davvero consapevole.
Una nuova visione per le pari opportunità, che vogliono più dire servizi a supporto delle donne come asili, telelavoro, per dare loro la possibilità di essere madri e lavoratrici senza subordinare un ruolo all’altro. Ci sono tempi, spazi e volontà per procedere e per spiegare. Poi saranno i cittadini a giudicare.
Daniela Santanchè

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