“Chi la mafia la combatte solo a parole può solo colpevolmente cercare di giocare con le parole”. Lo afferma Daniela Santanchè, sottosegretario al ministero per l’Attuazione del Programma in una dichiarazione a proposito della polemica sollevata sulle intercettazoni dei mafiosi. “Sulle polemiche pretestuose dopo la mia apparizione televisiva - spiega - ieri ho diffuso una dichiarazione che credevo potesse stroncare ogni interpretazione volutamente malevola delle mie cristalline affermazioni. Vedo che nulla ferma la speculazione falsa e preconcetta, allora ribadisco quanto sempre detto: contro la mafia, lotta senza quartiere che molti hanno in passato fatto solo a parole e che il governo Berlusconi sta invece realizzando, con fatti che parlano chiaro e che trovano il mio supporto e plauso”. “Sulle intercettazioni - prosegue Santanchè - ribadisco il mio pensiero: se invadono la sfera privata senza alcuna utilità processuale, e ripeto alcuna, nemmeno la più marginale, non possono, nè debbono, essere divulgate, a chiunque si riferiscano per l’appunto, anche se fossero del peggior criminale inimmaginabile, cioè un mafioso. Sfido chiunque a sostenere che queste siano parole censurabili da chi abbia un minimo di riferimento con la democrazia e uno stato di diritto”. “Ma chi la mafia la combatte solo a parole - conclude - può solo colpevolmente cercare di giocare con le parole”.