Jul 01 2008
Prostituzione: grande successo raccolta firme per il referendum
La battaglia personale contro il racket della prostituzione di Daniela Santanche’ va avanti e, dal circolo del Buongoverno di Roma, l’esponente de La Destra annuncia che “la raccolta firme per il referendum sta avendo un grande successo in tutta Italia, con migliaia di italiani che vengono nei nostri gazebo”.
Ma la Santanche’, negli ultimi giorni, si e’ esposta anche fisicamente per capire il fenomeno e poterlo combattere con strumenti migliori: assieme ad Adelina, una ragazza albanese che e’ riuscita a sottrarsi alla schiavitu’, e’ scesa per le strade di alcune citta’ italiane, Milano e Roma soprattutto, ed ha parlato con le ragazze costrette a prostituirsi, con i clienti e, in alcuni casi, addirittura con gli aguzzini, i ‘protettori’ delle prostitute. “Ha rischiato la sua vita - ha raccontato Adelina nel corso della tavola rotonda organizzata dal circolo del senatore Marcello Dell’Utri, - pur non sapendolo, si e’ trovata faccia a faccia con chi riscuoteva i soldi dalle ragazze. E’ una persona coraggiosa e per me e’ stata una scoperta conoscerne il lato umano, oltre a quello battagliero della sua attivita’ politica”.
L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sulla normativa in materia: tanto la Santanche’ quanto l’onorevole Alfonso Papa, che da magistrato si e’ interessato diffusamente del problema, si sono trovati d’accordo nello stabilire che “non e’ sufficiente punire i clienti”, anzi: “In questo modo non si fa che affrontare il fenomeno nella sua fase terminale, permettendo ad esso di perpetuarsi nel tempo”. Ecco allora che una soluzione potrebbe essere costituita da “luoghi nella citta’ in cui chi ha deciso di vendere il proprio corpo, e non sono soltanto ragazze, possa farlo in sicurezza e nella legalita’”, ha detto ancora la Santanche’. Su una cosa Adelina e Daniela Santanche’ non si sono trovate d’accordo: l’introduzione del reato di immigrazione clandestina nel pacchetto sicurezza. Per la ragazza rimpatriata per ben trenta volte e poi divenuta collaboratrice di giustizia “rimpatriare chi come me sfugge alla morte equivale ad una vera condanna. E’ come morire due volte”. La Santanche’, al contrario, ritiene che “per tutelare chi vive in un Paese e chi viene a cercarvi nuove opportunita’, occorre che quel Paese abbia regole forti, precise. Il foglio di via e’ un foglio di liberta’”.
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