Jun 06 2008
Ma dietro c’è sempre la malavita
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Jun 06 2008
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Jun 06 2008
“E’ il primo effetto positivo del referendum che ho appena indetto per liberare le strade delle nostre città dall’ignobile mercato della prostituzione”. Così Daniela Santanché, presidente del comitato promotore del referendum per l’abrogazione di alcuni articoli della legge Merlin, commenta la notizia dell’introduzione nel pacchetto sicurezza del governo di misure di espulsione per le prostitute da strada.
“Ma siamo solo al primo passo per combattere questa piaga - sottolinea - perché queste misure siano praticabili ed efficaci occorre anche rivedere la legislazione attualmente in vigore che regola l’esercizio della prostituzione nel chiuso di una abitazione, perché è li che si rifugeranno le prostitute da strada non soggette ad espulsione. Occorre concedere a quelle tra loro che non riusciamo a reinserire nella società con opportune azioni di prevenzioni e di assistenza - prosegue Santanché - la possibilità di autoregolamentarsi nel loro mestiere, a determinate condizioni di sicurezza e di compatibilità sociale, che è appunto l’obiettivo di fondo della mia iniziativa referendaria che sta già raccogliendo migliaia di firme”.
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Jun 05 2008
Con questa iniziativa referendaria intendiamo chiamare i cittadini italiani a mobilitarsi per una battaglia di civiltà e di cultura su un fronte troppo a lungo trascurato dalle Istituzioni. La prostituzione che invade strade e quartieri delle nostre città.
Oggi sono all’opera in Italia, dalle prime ore del mattino a notte inoltrata, oltre 70 mila prostitute, una stima che pecca abbondantemente per difetto. La maggioranza di loro proviene da paesi dell’Est, Albania e Romania in testa, ma sono numerose anche le prostitute di origine africana. Per la semplice, terribile ragione che costano di meno ai loro sfruttatori in termini di “manutenzione” e costrette come sono nel ghetto della clandestinità non possono permettersi la minima possibilità di ribellione. Sappiamo anche bene come siano sempre più numerose le prostitute minorenni, ragazze di quindici, perfino quattordici anni, importate nel nostro paese da organizzazioni di trafficanti di esseri umani sempre più ramificate ed efficienti. Che attraverso il racket della prostituzione si assicurano guadagni vertiginosi, rinvestiti poi nella droga e nel commercio di armi, moltiplicando così criminalità e profitti.
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